Scopriamo insieme i 14 Ottomila!

12 Luglio 2019 by in category ALPINISMO, AVVENTURA tagged as , with 0 and 9
Home > Blog > ALPINISMO > Scopriamo insieme i 14 Ottomila!
Scopriamo insieme i 14 Ottomila!

Scopriamo insieme le 14 cime più alte del Mondo!

 

Scopriamo insieme i 14 Ottomila!

 

C’è sempre molta confusione quando si parla di Ottomila, forse perché sono troppi tutti insieme da ricordare. Di norma, il termine indica le quattordici cime che superano appunto gli 8.000 metri di altitudine sopra il livello del mare. Un pò di storia, giusto per sapere di che cosa stiamo parlando: l’elenco fu redatto negli anni Trenta quando ancora vigeva il concetto di “massiccio”. Oggi secondo i criteri attuali, impostati su quello di “vetta”, sarebbero ben ventidue.

La norma come si dice è ormai incastrata nel tempo e le Quattordici sono rimaste tali.

Sono collocate tutte in Asia Centro Meridionale.

  • NOVE sulla catena dell’Himalaya (Everest 8848m, Kanchenjunga 8585m, Lhotse 8516m, Makalu 8485m, Dhaulagiri 8222m, Cho Oyu 8201m, Manaslu 8163m, Annapurna 8091m, Shisha Pangma 8027m).
  • QUATTRO in quella del Karakorum (K2 8611m, Gasherbrum I 8068m, Broad Peak 8047m, Gasherbrum II 8035m).
  • UNA in quella del Kashmir (Nanga Parbat 8126m).

Le esamineremo tutte con la dovuta calma: queste montagne hanno scritto, assieme a chi le ha scalate, la storia dell’Alpinismo, una sorta di diario moderno dell’Eroe. Sfide vere e proprie con la natura più incontaminata, come abbiamo potuto vedere con l’Ascesa di Luca Colli sull’Everest (cliccando trovate l’articolo, mentre sui nostri social c’è la diretta facebook con Luca in persona).

La Prima Ascesa e le Difficoltà

 

 

I francesi Maurice Herzog e Louis Lachenal sono stati i primi a riuscire ad avere la meglio su uno dei quattordici membri del club degli Ottomila, ovvero l’Annapurna nel lontano 1950, soprattutto se comparato con le tecnologie ed i materiali adesso disponibili (ma ne parleremo in un articolo più approfondito).

Il Club conta in pratica le montagne più rischiose da scalare: per altitudini, allenamento, difficoltà logistiche, tecniche, dislivelli, imprevisti. La quota oltre il numero canonico degli 8.000 è definita dagli addetti ai lavori la “zona della morte”, poiché è quella più instabile per via di clima, rarefazione dell’aria, freddo e gelo intenso, oltreché vento impetuoso.

In una spedizione del genere tutto va possibilmente calcolato al minimo dettaglio, perché uno sbaglio anche non voluto può essere fatale, come racconta Luca nel suo intervento, o come viene descritto magnificamente nel film di Baltasar Kormákur. Respirare è difficilissimo e smaltire la stanchezza lo è ancor di più.

Durante le scalate, gli alpinisti possono ricorrere all’uso di bombole d’ossigeno e all’uso di molteplici allestimenti di campi intermedi al raggiungimento della vetta. La spedizione avviene in più giorni e sempre e solo se le condizioni del clima lo permettono. Tutte le cime hanno un indice di mortalità, aggiornato costantemente, come rapporto tra vittime e tentativi complessivi di scalata.

La preparazione

 

Come ci diceva Luca, l’ascesa di un 8000 richiede un allenamento molto particolare e faticoso, lui per intenderci andava sul Monte Rosa. La preparazione è psicofisica, perché lo stress in scalata può aver luogo sia per le caratteristiche della stessa, sia per il clima impervio, sia per la prolungata attesa di procedere. Altri rischi più che possibili sono il congelamento e l’ipotermia, oltre alle condizioni stesse dei terreni d’ascesa come valanghe, crepacci, frane, etc.

 

Nei prossimi articoli scopriremo insieme il Shisha Pangma!

Add comment

PROUDLY POWERED BY Marco Girardi - P.IVA: 04444920286 ~ ©2019 Created with Love and Respect for Mountains

Utilizziamo cookie, anche di terze parti, per il corretto funzionamento del sito web e per fini statistici. Puoi attivare tutte le funzionalità del sito internet o revocare i consensi già forniti. Leggi l'informativa

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi