TrekkingAbruzzo – le Seven Summits

14 Giugno 2019 by in category AVVENTURA, Escursionismo, natura, survival tagged as , , , , , with 0 and 6
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Il gioco delle “Seven Summits” d’Abruzzo

 

Era il 1986 quando l’alpinista e imprenditore Richard Bass, dagli USA, propose l’impresa della conquista delle sette cime più alte di ogni continente, nell’intero pianeta terra.

Tutt’oggi la conquista delle Seven Summits è considerata un’impresa epica, molto ambita dagli alpinisti, dato che riuscire a conquistare tutte e sette le cime, significa poter osservare il mondo dal punto più alto di ciascun continente.

Richard Bass

Ispirati da questa interessante e stimolante impresa, noi di TrekkingAbruzzo proponiamo la stessa sfida restringendo il teatro di gioco al solo Abruzzo. Un TrekkingAbruzzo riservato alle Seven Summits!
Abbiamo scelto tra le quattro grandi aree protette abruzzesi, le cime più alte e significative: scalarle insieme sarà un gran bel gioco e giocando si avrà il privilegio di conoscere meglio la nostra magnifica regione.

TrekkingAbruzzo - le Seven Summits

Il gioco è aperto a tutti e si gioca sempre di sabato.
I percorsi scelti sono escursionistici di difficoltà EE (Escursionisti Esperti)e non presentano difficoltà tecniche. Viene però richiesta la confidenza con l’ambiente montano, il passo sicuro, la resistenza a camminare per parecchie ore, l’abbigliamento e l’attrezzatura adeguati, la capacità di portare uno zaino leggermente più pesante per contenere l’acqua sufficiente.

Così Maria Di Gregorio, Guida Ambientale Escursionistica, ci presenta le sue Esperienze emozionanti in terra d’Abruzzo.
Ecco la sua intervista rilasciata su facebook ed il nostro blog.

1) Allora, raccontaci un po di te. Dove sei nata e com’è scoccata la scintilla per la tua grande passione per la montagna? Hai un ricordo particolare della prima volta di quando hai scoperto di avere questa passione?

Sono nata in campagna e ho sempre giocato da bambina all’aria aperta, ammaestrando gatti e rincorrendo farfalle. Scalavo gli alberi fantasticando di conquistare la vetta del “Gigante che dorme” e che si ammantava misteriosamente di bianco d’inverno. Ne spiavo incuriosita i mutamenti nel divenire dei colori e delle stagioni.
La scintilla era già scoccata!

TrekkingAbruzzo - le Seven Summits

2) Che cosa è la Montagna per te? Sappiamo che non si tratta solamente di apprezzare l’aria aperta, ma di qualcosa di più. Di qualcosa che ha a che fare con la propria anima. Qual è la tua idea a riguardo?

La montagna fa parte della mia vita, è una compagna di viaggio. Me ne sono innamorata. Perciò cerco di conoscerla in tutti i suoi aspetti, mi piace passare il tempo libero con lei, la rispetto e cerco di divulgare il concetto di protezione della natura. In generale il cammino ha in sé qualcosa di purificazione, camminare in montagna azzittisce i clamori e ferma la fretta, si è più inclini all’ascolto e forse è più facile percepire “altro”, anche la propria anima, certo.

3) Quando e come hai deciso di voler accompagnare le persone in montagna?Di fare di questa tua passione la tua professione? E cosa ti piace di più di questa attività?

L’idea di accompagnare le persone è nata all’interno del Club Alpino Italiano, sono Accompagnatore di Alpinismo Giovanile e Operatore Naturalistico. Ho fatto volontariato per circa 15 anni. Quando ho perso il mio lavoro, curavo l’amministrazione in un’azienda privata, ho trasformato la mia passione in professione. Di questo lavoro mi piace la creatività nell’inventare gli eventi e ancor di più la soddisfazione di contribuire alla crescita delle persone nella frequentazione degli ambienti naturali. La cosa più bella sono i sorrisi delle persone e i loro grazie.

4) Perché secondo te la Montagna fa stare così bene? Non è soltanto una maniera di dire. Che cosa spinge le persone a scalare le montagne?

La montagna è vera, è scoperta, è impegno. Si scappa dalla routine che ci hanno costruito, si cerca la pace, la serenità, anche l’isolamento ma si trova la compagnia di persone che hanno fatto la stessa scelta. Frequentare la montagna significa anche non smettere mai di studiare, tante sono le materie da approfondire. E infine e non ultima la soddisfazione della conquista della vetta, di una via, di un modo nuovo di andare.

5) Quali zone preferisci frequentare? Ci dici un aneddoto relativo alle tue mete preferite?

Non ho zone preferite, amo l’alta quota così come i boschi e i cammini sul mare, sulle isole. Ultimamente mi sto appassionando ai trek lunghi in autosufficienza nei paesi nordici.
Come aneddoti mi capita di raccontare di quando, durante la salita al#monteBianco, al rifugio Tete Rousse, ho aperto la porta del dormitorio e ho avuto la sensazione di entrare in un frigorifero o quando in Val Varaita, durante una via alpinistica con cascate di ghiaccio mi si sono ghiacciate le mani e ho dovuto stringere i denti per non far cadere le piccozze o anche l’incontro improvviso con un camoscio sulla cresta del monte Prena nella catena del #GranSasso e il nostro guardarci negli occhi per secondi infiniti.

6) Di quali attività non puoi fare a meno quando organizzi un’esperienza #outdoor? Quanto sono importanti la pianificazione degli itinerari e gli aspetti legati alla sicurezza di partecipa?

La pianificazione degli itinerari è di primaria importanza, così come la valutazione di tutti gli aspetti legati alla sicurezza. Per pianificazione intendo soprattutto, conoscenza del territorio, eventuali vie di fuga, valutazione meteo oltre a comunicare bene il tipo di difficoltà dei sentieri e l’abbigliamento adeguato.

7) Qual è il tuo grande sogno inespresso? Hai una cima particolare da raggiungere? Una scalata nel cassetto che prima o poi mediti di fare?

Più che il sogno di una cima particolare vorrei che il mio viaggio, con la montagna per mano, continuasse arricchendosi di nuove scoperte, sia come territorio, sia come capacità personali fisiche e spirituali.

TrekkingAbruzzo - le Seven Summits

8) Hai un libro o un film che rappresenta più di ogni altra cosa la tua voglia di montagna e outdoor? Per noi per esempio è stato “Into the Wild”, “Mountain”, “Everest” e il cortometraggio di Manolo, giusto per citarne qualcuno.

“La morte sospesa”. Il rischio zero non esiste, ma non per questo resto seduta sul divano.

9) Qual è stata la più bella esperienza outdoor della tua vita?

Non saprei, ne ho tante, tutte molto intense. Forse l’ultima, l’anno scorso, un trek con Franco Michieli nel sud della Norvegia, in autosufficienza senza l’aiuto di nessun mezzo tecnologico per riscoprire le facoltà umane di orientamento solo con l’ausilio degli elementi naturali del territorio.

Altre info su Maria? Vai sul sito http://trekkingabruzzo.it

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