La preparazione della spedizione alpinistica – il racconto di Luca Colli

4 Aprile 2019 by in category ALPINISMO tagged as , , , , with 0 and 5
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La preparazione della spedizione alpinistica ?

Tutti noi amanti della Montagna siamo affascinati dalle spedizioni alpinistiche, sia recenti che passate.

 

La sfida dell’uomo con sé stesso, il misurare le proprie capacità in ambiente ostile, affrontando la salita di una montagna, rappresentano, per tutti, un’insaziabile curiosità.

La preparazione della spedizione alpinistica? Quando mi sono avvicinato per la prima volta al mondo delle spedizioni non sapevo pressoché nulla: il mio era un entusiasmo infantile, nato fin quando, da bambino, trascorrevo intere serate ad ascoltare i racconti di montagna tra mio nonno, sottufficiale degli Alpini, e Guglielmo Gazzo, storica Guida Alpina della Valsesia e del Monte Rosa. Imprese epiche ed eterne.

L’entusiasmo è la componente fondamentale di una spedizione, perché è attraverso la nostra capacità di sognare, di tornare bambini, che focalizziamo il nostro obiettivo e scegliamo di compiere l’ “impresa”. Tra il sogno e la realtà però, c’è una lunga fase preparatoria: molto poco poetica, se vogliamo, ma che è altrettanto parte integrante e fondamentale della nostra spedizione.

Prima Fase
La preparazione della spedizione alpinistica è molto più facile e allo stesso tempo difficile di quanto si possa pensare.

 

In fondo si tratta di pianificare un’escursione in montagna che, invece di durare qualche ora, durerà settimane o mesi. La prima azione da compiere dopo aver scelto il nostro obiettivo, la montagna che desideriamo scalare, potrebbe stupire la maggior parte dei lettori: occorre sedersi comodi e avviare il computer che, per molto tempo, diventerà il nostro miglior collaboratore.

Innanzitutto dobbiamo decidere se scaleremo la montagna usufruendo dei servizi di un’agenzia logistica, prendendo parte perciò ad una spedizione “commerciale”, oppure se saliremo in autonomia. Analizziamo il caso più semplice: la spedizione commerciale. Rivolgerci ad un’agenzia ci permette di salire più “comodamente”, evitando di pensare al trasporto dei materiali, alla preparazione del cibo, alla pianificazione dell’itinerario sul posto e al montaggio dei campi.

Scelta la montagna dei nostri sogni, basterà effettuare una ricerca sul web digitando “climbing Mount (nome della montagna)” per avere un folto elenco di agenzie che offrono la salita di quella vetta. Consiglio di digitare in inglese perché nell’elenco dei risultati potremo vedere agenzie di tutti i Paesi.

Qui inizia il vero lavoro di ricerca: occorre armarsi di pazienza e visitare il maggior numero di siti possibile per valutare l’offerta che soddisfa al meglio le nostre esigenze.

 

Il primo grande criterio di selezione che suggerisco è: dividere le agenzie locali dalle agenzie degli altri Paesi. Le agenzie locali hanno sicuramente una maggior conoscenza del territorio ed offrono quasi sempre un prezzo concorrenziale rispetto ai colleghi di altri Paesi. Per contro, ci si può imbattere in guide non certificate, in uno standard di servizio inferiore alle aspettative e in problemi con i portatori relativi alle mance.

Queste voci vanno assolutamente chiarite PRIMA di sottoscrivere qualunque contratto. In molti Paesi, a volte in buona fede e spesso no, lo standard dei servizi ritenuto di livello medio alto non corrisponde alle aspettative di noi europei (gli statunitensi sono un discorso a parte), perciò, quando ci rivolgiamo ad un’agenzia locale, dobbiamo essere consapevoli del fatto che potremmo dover adattarci. Allo stesso modo, chiarire prima della partenza la politica delle mance ci evita di incontrare problemi che, in alcune aree del mondo, possono diventare molto seri.

Dall’altra parte vi sono le agenzie straniere: europee e americane. Queste agenzie, oltre ad avvalersi di guide certificate, garantiscono un servizio adeguato ai nostri standard (a volte a mio parere persino troppo elevato) e accordi ben definiti in tutti gli aspetti. Il prezzo naturalmente è più elevato.

Considerate però che spesso, in molte aree del mondo, non è consentito scalare la montagna senza guide e portatori locali: di conseguenza le agenzie straniere si avvalgono di agenzie locali affiancando loro una guida certificata che controlla il lavoro del team locale. Questo fa alzare il prezzo per via dei diversi ricarichi.

Il mio consiglio è quello di valutare attentamente, in base alla zona del mondo nella quale ci recheremo e alla montagna che andremo a scalare, qual è la soluzione migliore per noi: a volte non ha senso spendere soldi inutilmente, mentre a volte qualche migliaio di euro in più evita grossi e gravi problemi.

La preparazione della spedizione alpinistica

 

Seconda Fase della preparazione della spedizione alpinistica 
La verifica dell’attrezzatura occorrente.

 

Anche in questo caso il pc è nostro amico: sul web si possono trovare moltissime relazioni tecniche di scalata che parlano della meta che abbiamo scelto. Confrontando le diverse relazioni possiamo farci un’idea precisa delle attrezzature e dell’abbigliamento che dovremo usare in montagna. A questo punto sta a noi scegliere se acquistare il materiale qui o in loco. Va detto che alcune aree geografiche alpinisticamente molto famose, come l’Himalaya, il Nord America, le Ande e la Patagonia, sono ormai ricche di negozi specializzati nei quali si può trovare ogni sorta di attrezzatura di qualità. In altre zone del mondo invece può essere molto difficile reperire i materiali necessari. Il consiglio rimane sempre lo stesso: valutiamo attentamente dove vogliamo andare e trascorriamo tempo sul web per confrontare tutte le informazioni.

Terza Fase
“scaldare i motori”, cioè allenarci.

 

L’Italia è una Nazione ricca di montagne che, anche per chi come me vive in pianura, sono facilmente raggiungibili in poche ore di auto e con poco sacrificio. Anche in questo frangente il web ci viene in aiuto: in rete si possono trovare numerose relazioni tecniche che suggeriscono tabelle di allenamento che preparano l’alpinista alla scalata. Il mio consiglio è di rivolgersi, personalmente, anche ad alpinisti esperti, possibilmente professionisti, che abbiano già scalato la “vostra” Montagna. Dopo aver raccolto le diverse informazioni potrete condensarle e creare il vostro programma di allenamento personalizzato, oppure potrete farvi aiutare da un professionista della Montagna.

L’ultima considerazione va fatta relativamente all’aspetto sanitario e assicurativo: documentatevi, sempre attraverso il web (sito del Ministero della Sanità e degli Esteri) sulla situazione sociosanitaria del Paese che andrete a visitare. Sono necessarie delle vaccinazioni? Attivatevi quanto prima, poiché, per esperienza personale, posso dire che i tempi possono essere molto lunghi. Di conseguenza suggerisco di stipulare sempre delle assicurazioni di viaggio che vi tutelino sotto tutti gli aspetti: viaggio, salute, emergenza e recupero. Non sottovalutate mai questo aspetto. Non siete in Italia! Vi sono Paesi nei quali immobilizzare un dito in Pronto Soccorso può costare fino a 3000 dollari! Figuratevi un recupero in elicottero.

Considerati tutti questi aspetti non vi resta altro che godervi la vostra avventura per arrivare “Là, dove solo i pochi giungono”.

La preparazione della spedizione alpinistica

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